Dal Febbraio 2022, a seguito dell’invasione dell’Ucraina da parte della Russia e del proseguo del conflitto, dall’ICN e dalla CNAI fu ampiamente diffuso il messaggio “PEACE NOW!” e da quel momento l’intero complesso infermieristico ne ricordò e diffuse il messaggio in ogni contesto, continuandolo tuttora.
Sino ad allora oltre 150 conflitti nel mondo con violenza e distruzione mietevano vittime, per fame e per sangue, nella norma del silenzio all’interno della professione. Ma nel recente passato oltre al silenzio ci fu addirittura ilcrifiuto, infatti in occasione del Congresso nazionale della Federazione IPASVI a Rimini nel 1984, in quanto componente della Sezione italiana della LIDLP(1),
intervenni per sintetizzare in pochi minuti un lavoro che presentai scritto: “Una salute di pace per la Salute per tutti nel 2000” (il messaggio dell’OMS contemporaneo era infatti: La Salute per tutti nel 2000). Al pronunciamento delle sole prole “Guerra-Fame-Pace” dalla platea di 5000 persone si levò un boato di urla e di fischi: “Noi siamo infermieri, non dobbiamo occuparci di questa cose … Fame e Pace sono cose di Pannella! (2). Tra il silenzio della presidenza e il tumulto plateale non ebbi alcuna possibilità di proseguire.

Ci fu addirittura un infermiere di Giussano che prese la parola successivamente per esclamare, con veemenza, che parlare di PACE in un convegno infermieristico era solo cosa da “dementi”! (sic!). Al Congresso avevo condotto a spese della Scuola gli studenti dei corsi regionali e di riqualificazione provenienti dalla Scuola di Sarzana che dirigevo – e con i quali avevo condotto, nel corso degli anni scolastici, anche lavori in gruppo (e sul territorio in Irpinia durante il terremoto del 1980), sui temi
dell’assistenza in contesti di guerra, di disastri ambientali e in assenza totale o parziale di risorse idriche e alimentari.
Per affermare la loro solidarietà e condivisione di quanto espresso da me verbalmente in sede congressuale, ci fu però un gruppetto di infermieri/e che si qualificò dell’ANIN: Claudio Spairani, Wanna Pelizzoli, Duilio Loi, Marco Musso … E pochi giorni dopo mi giunse una lettera di Monsignor Don Luigi Di Liegro, Direttore della Caritas e di Padre Alex Zanotelli affermando quanto fosse invece indispensabile quella consapevolezza all’interno della professione infermiera. (L’intervento scritto presentato al Congresso fu poi pubblicato su NEU).

Da quell’evento iniziò il mio ingresso e la collaborazione nell’ANIN con la partecipazione ripetuta anche degli studenti della Scuola di Sarzana e, successivamente, di quelli del Corso di diploma universitario di La Spezia: allorché con le unificazioni delle ASL 19 di La Spezia e 20 di Sarzana, ne assunsi la direzione secondo legge accompagnando la Scuola regionale all’ingresso ufficiale in Università con i primi diplomi. In questo periodo in particolare, la collaborazione con l’ANIN fu per me di grande aiuto morale oltre che scientifico e professionale, poiché agli ostacoli frapposti dalla Direzione e dall’Amministrazione dell’ASL alla conduzione e allo sviluppo della formazione, già di antica opposizione per il mio personale impegno a favore dell’indirizzo universitario (con il rifiuto dell’approvazione e della partecipazione al conseguimento contemporaneo della maturità e del
Diploma infermiere) (3), si aggiunse la politica clientelare nel tentativo di privarmi del ruolo e delle funzioni di mia competenza. Tanto da dover ricorrere al Comando dei Carabinieri di La Spezia, che intervenne subito imponendo al Direttore Generale di La Spezia di emettere la delibera dovuta a garanzia del mio ruolo e competenza. Di quegli anni ricordo in particolare l’intraprendenza e la creatività razionale di Spairani che riuscì a trasformare la sede di Pavia in un Centro scientifico, artistico e culturale, nel quale gli studenti della mia sede potevano esprimersi anche attraverso musica e teatro e, ancora grazie ai Colleghi dell’ANIN, ebbero la possibilità di svolgere ben oltre La Spezia esperienze di tirocinio, proprio con inizio da Pavia.

Gli anni di collaborazione con l’ANIN consentirono anche le esperienze con le sedi IPASVI di Pavia, con le sedi IPASVI di Brescia, di Trento, di Bologna, Reggio Emilia dove, in giornate di studio, Convegni e Congressi si sviluppava la potenzialità dell’ANIN stessa e mi permettevano di stimolare ulteriormente l’interesse degli studenti. E con l’ANIN la conoscenza e la collaborazione con persone indimenticabili come Emma Carli, Nella Boni e altri ancora. Anche dopo il mio “collocamento a riposo” è continuata per lungo tempo la collaborazione, in particolare con la Sezione formativa e operativa della salute mentale, grazie in particolare a Francesco Casile, Cristina Grazzini, Annalisa Dal Fitto e, sempre, la grande Vanna Pelizzoli. Per questo mi sento ancora, profondamente, dentro la storia dei Cinquanta.
Marisa Siccardi
(1) – Lega Internazionale per i Diritti e la Liberazione dei Popoli (fondata da Lelio Basso
e riconosciuta dall’ONU).
(2) – Marco Pannella, membro del Parlamento europeo.
(3) – Siccardi M. – Rosetta Brignone: il contributo per l’accesso della formazione
infermieristica in Università. in “ Donna intellettuale infermiera. Rosetta Brignone a
cento anni dalla nascita” a cura di F.Casile, P.Altini, G.Mercurio, Ananke ed. 2019.
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