CONFERENZA NAZIONALE ICTUS CEREBRALE - 17-19 FEBBRAIO 2010 - FIRENZE FIERA
|
Sede:
|
FIRENZE - FIERA
|
|
Data:
|
17/02/2010
|
|
Richiesti Crediti: |
INDICAZIONE SUL SITO STROKE |
|
Crediti:
|
richiesto accreditamento ECM
|
|
Posti Totali: |
200 |
|
Posti Disponibili: |
200 |
|
Tipologia: |
RESIDENZIALE |
|
Quota Intera: |
0,00 |
|
Quota Ridotta: |
0,00 |
|
Quota Studenti: |
0,00 |
|
|
Cumulando i dati disponibili, ogni anno, negli Stati Uniti e in Europa Occidentale vi sono circa 1,75 milioni di nuovi casi di ictus ischemico. L'ictus (sia ischemico, sia emorragico) è la causa del 27-30% annuo di tutte le morti in questi paesi e la maggioranza di questi ictus (circa l'85%) sono ischemici. In Italia si stima per il 2009 una incidenza di quasi 200.000 nuovi ictus, di cui circa il 20% decede nel primo mese successivo all'evento e circa il 30% sopravvive con esiti gravemente invalidanti. In pratica, nel nostro Paese si verifica un Ictus ogni 4 minuti. Dopo l'evento acuto, quindi, le conseguenze dell'ictus possono persistere a lungo per tutta la vita in molti casi, con un costo veramente importante tanto per il singolo individuo ed i suoi familiari, tanto per l'intera società. Dato che la maggior parte dei pazienti con ictus sono anziani e considerando la relazione diretta tra l'età e l'incidenza di ictus, il rapido invecchiamento della popolazione dei paesi industrializzati porterà ad un numero sempre più elevato di pazienti che, nei prossimi decenni, richiederanno terapie d'emergenza e a lungo termine. L'ictus ischemico, nella sua fase acuta, ha ancora una mortalità elevata ma la gestione della malattia, anche in Italia, sta rapidamente cambiando sia perché sempre più frequentemente il paziente con ictus viene indirizzato verso strutture con elevata specializzazione (Stroke Unit o comunque unità specializzate nel trattamento dell'ictus acuto), sia perché nella classe medica e anche nella popolazione generale sta aumentando la consapevolezza e l'importanza di una adeguata prevenzione. Se la terapia della fase acuta è decisiva nel ridurre la mortalità e la morbosità precoce, è in corso in parallelo uno straordinario sforzo per identificare sempre meglio il rischio sia di avere un primo ictus che di impedirne la manifestazione di successivi al paziente che, purtroppo lo ha già sperimentato. La terapia della fase acuta comunque, riveste un ruolo di grande attualità e le sue potenzialità di sviluppo anche nel nostro Paese sono notevoli. La diffusione in tal senso, della cultura scientifica e di una adeguata formazione, sono il veicolo migliore affinché si possa ridurre la mortalità e l'invalidità correlate alla malattia, anche alla luce di recenti trials clinici che sembrano ampliare le finestra temporale utile per la possibile somministrazione della trombolisi.
Torna Indietro